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Storia di Oderzo



La città di Oderzo “Opitergium” di origini paleovenete risalenti all’XI° secolo a.C., è situata del Comune di Treviso sul fiume Monticano. A seguito della scoperta di alcuni ritrovamenti di resti di necropoli, si presume che la città avesse un ruolo primario nelle rilevanti rotte commerciali. A seguito dell’espansione verso Nord della Repubblica Romana ci fu l’unificazione tra Romani e i Veneti i quali ebbero una pacifica convivenza grazie alla realizzazione nel 148 a.C. della Via Postumia che collegava Genova ad Aquileia passando per la pianura padana e per Oderzo che ne favorì la sua integrazione.

Nella guerra civile del I° secolo a.C., Opitergium si schierò a favore di Giulio Cesare guadagnandosi lo status di “municipium” con la conseguente cittadinanza romana per i suoi abitanti. Inizia così per tutto il primo secolo dopo Cristo, un periodo di massima importanza per la città divenendone una delle più importanti del Nord-Est Italiano. In epoca romana la città era servita da un porto fluviale alimentato dalle acque di un antico ramo del Piave e un porto marittimo posto nell’attuale paese di Ceggia – all’epoca collocata in prossimità del mare.

Eraclea e Jesolo, note località di mare a confine con Venezia, furono edificate dagli opitergini. A seguito del declino dell’Impero Romano, la città fu saccheggiata e distrutta dai Barbari. La città fu nuovamente riedificata nel 489 da Teodorico, Re degli Ostrogoti. Nel 589 fu nuovamente distrutta a causa di un’alluvione.

La città fu successivamente coinvolta nella guerra tra Longobardi e Bizantini per la supremazia in Italia e, nel 616, passò sotto il controllo dei Bizantini. Nel 667 fu completamente distrutta per mano di Grimoaldo, Re dei Longobardi, costringendo gli abitanti a fuggire verso la laguna dove con altri profughi provenienti da Concordia Sagittaria, Aquileia, Padova, Altino e altre città della pianura veneta, fondarono Rialto, la futura Venezia – con il suo primo Doge, Paolo Lucio Anapesto (697-717).

Oderzo fu successivamente un piccolo villaggio di agricoltori che provvidero a ricostruire le loro fatiscenti abitazioni sui rimasugli del vecchio centro che veniva ininterrottamente depredato dai primi Veneziani per impossessarsi del materiale da utilizzare per l’edificazione della loro nuova città. Solamente nel 963 viene citata in un documento come semplice paese – ma col passare degli anni acquisì la prima Corte Regia (sede di re o imperatori). Nel 974, la città fu nuovamente distrutta dai Veneziani. Dopo l’anno 1000, con la realizzazione del Castello e lo sviluppo all’interno della città muraria, Oderzo riprende a vivere ma senza i lussi di un tempo.

Il campanile del Duomo è stato edificato sulla base di una delle quattro torri che facevano da angolo, la seconda è stata ricostruita negli anni novanta e prende il nome di “Torreson”, la terza si trovava in prossimità dell’attuale “Piramide” – mentre l’ultima è stata demolita verso il 1866. Per tutto il basso medioevo la città fu contesa dalle varie autorità religiose. Nel 1380 passa definitivamente sotto la Repubblica di Venezia con l’assegnazione di un podestà veneziano dal 1339 assegnato dal Doge Francesco Dandolo.

Oderzo fu messa a capo di un “territorio” che aveva tra i suoi confini: il Piave ad Ovest, il canale Piovon ad Est, il Monticano a Nord e l’abitato Campodipietra a Sud. L’economia della città nei secoli a venire fu prevalentemente agricola ed afflitta da carestie ed epidemie. Tra il cinquecento e il settecento si sviluppò l’attuale centro storico della città.




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